GLI INTERVENTI AL 2° CONVEGNO EAN DI ERBA

 

Nel seguito riassumiamo gli interventi al 2° Convegno EAN di Erba del 14-15 novembre 2009 con i relativi abstract.

 

 

Salvatore Albano, Astrofilo visuale, autore di due libri sull’osservazione astronomica

 

L’osservazione astronomica visuale.

 

Abstract

L'osservazione visuale, in particolar modo quella degli oggetti deboli, richiede un mix di differenti tecniche per risultare efficace e soddisfacente. L'osservazione diretta all'oculare del telescopio, rappresenta perciò soltanto il primo passo, a cui - generalmente - si ferma la stragrande maggioranza degli osservatori visuali. Il passo successivo consiste nel dare un senso a quello che si osserva, ponendo la migliore interpretazione possibile. Ma su che base poniamo questa interpretazione?

 

 

Angelo Angeletti coordinatore EAN, presidente Associazione Crab Nebula, Tolentino  (MC); co-organizzatore del Convegno

L’astronomia in Cina al tempo di Galileo ovvero il contributo dei gesuiti allo sviluppo astronomico della Cina del XVII secolo.

Abstract

Mentre in Europa si consumava la rivoluzione astronomica iniziata da Copernico e proseguita da Galileo, Keplero e Newton, l’astronomia cinese, che già duemila anni prima di Cristo registrava importanti fenomeni astronomici, ristagnava. L’ingresso in Cina del gesuita letterato e scienziato Padre Matteo Ricci (Macerata 6 ottobre 1552 – Pechino 11 maggio 1610) e dei confratelli che lo seguirono apportò notevoli miglioramenti sia negli strumenti e sia nelle conoscenze astronomiche dei cinesi. L’opera dei gesuiti fu fondamentale per la diffusione della scienza europea e in campo astronomico il loro contributo fu tale che nel 1629 l’imperatore Chongzhen ordinò la costituzione di un nuovo Ufficio Astronomico con l’incarico di provvedere alla riforma del calendario. Nel 1627 venne stampato in Cina il primo libro che descriveva il telescopio e le osservazioni fatte da Galileo e nel 1634 ne venne donato all’imperatore un esemplare, questi rimase talmente affascinato da chiederne altri. Pur essendo al corrente della diffusione della teoria copernicana in Europa, in Cina i gesuiti, diffondevano il modello di universo di Tycho Brahe, un elegante compromesso tra geocentrismo ed eliocentrismo. Nel modello di Tycho, la Terra è al centro del sistema, il Sole che orbita intorno alla Terra e tutti i pianeti che orbitano intorno al Sole. Il contributo all’astronomia cinese dell’epoca di Galileo è testimoniato anche dai bellissimi strumenti (sfere armillari, sestanti, quadranti, ecc.) ancora oggi visibili ai vecchi osservatori di Nanchino e di Pechino.

 

 

Piero Bianucci,  Giornalista, Presidente del Planetario di Torino

 

’Fare’ astronomia al Planetario di Torino.

 

Abstract

 

Il Planetario di Torino Infini.To ha due anni e ha accolto complessivamente circa 80 mila visitatori, metà dei quali studenti. Che cosa insegna l'esperienza fatta finora? Spettacoli acquistati e autoprodotti, visite guidate, laboratori, serate di osservazione, conferenze-spettacolo, interviste in pubblico: tanti tipi di comunicazione, ognuno con le sue specificità. L'Anno Internazionale dell'Astronomia al Planetario. Il Museo interattivo e qualche riflessione sulla divulgazione "mani in pasta": il piacere dell'esperimento come potente mezzo per fermare l'apprendimento.

 

Rodolfo Calanca, Coordinatore Europen Astrosky Network, organizzatore del Convegno EAN

 

Il progetto ‘Borgo di Urania’.

Abstract

Il ‘Borgo di Urania” è un progetto EAN innovativo nell’ambito dell’astronomia amatoriale nazionale, con il quale si vuol proporre un modo diverso di fare astronomia a livello divulgativo-didattico e di ricerca scientifica, senza dimenticare i positivi aspetti di promozione turistica. Una considerazione fondamentale che ci spinge a promuovere il progetto è che sul territorio nazionale ormai si fa pochissima ricerca scientifica con i pur numerosi telescopi piccoli/medi presenti, che si trovano nelle mani sia dei professionisti sia degli amatori. Se molti amatori di ogni parte d’Italia, che hanno difficoltà ad eseguire osservazioni sotto  cieli troppo inquinati, conferissero la loro strumentazione al ‘Borgo di Urania’, in prestito d’uso, in particolare telescopi con pilotaggio remoto (con diametri tra i 15 e i 40 cm), muniti di CCD e digitali reflex, sarebbe allora possibile lanciare una serie di programmi di ricerca di ampio respiro, supportati da un sistema altamente automatizzato di acquisizione ed analisi delle immagini. Disponendo di una cinquantina di telescopi si potrebbero riprendere un certo numero di progetti sistematici di ricerca simultanei, con una elevata probabilità di scoperta: caccia alle comete, asteroidi, ricerca di pianeti extrasolari, novae, supernovae, variabili, GRB, mappature del cielo a diverse lunghezze d’onda, ecc. Parallelamente si svolgerebbero attività divulgative coinvolgenti, sotto forma di conferenze, meeting, convegni e corsi residenziali di astronomia a diversi livelli. 

 

Plinio Camaiti,  Consulente tecnico per la strumentazione astronomica

 

Telescopi Amatoriali del futuro

 

Abstract

 

La facile disponibilità di nuovi materiali ad alta tecnologia e l'impetuoso sviluppo dell'informatica personale e delle telecomunicazioni mobili sta mettendo i fabbricanti di telescopi nelle condizioni ideali per progettare e fabbricare telescopi basati su concetti rivoluzionari che cambieranno rapidamente il mondo dell'astronomia amatoriale.

 

Stefano Covino, Astronomo presso l’Osservatorio INAF di Brera

I Gamma-Ray Burst: fisica estrema e sonde per l'universo cosmologico

Abstract

I Gamma-Ray Burst (GRB), o lampi di luce gamma come si traduce comunemente in italiano, sono una classe di sorgenti che in pochi anni ha conquistato l'attenzione di percentuali sempre più ampie di ricercatori. Non è difficile per altro comprendere le ragioni di tanto interesse. Condizioni fisiche estreme (moti ultra-relativistici, contenuti energetici fra i più alti) e luminosità elevate (anche se per pochi istanti). I GRB, per altro, sono forse le più efficienti sonde a disposizione per studiare l'universo cosmologico, permettendo come è successo pochi mesi fa',  di identificare con efficacia mai sperimentata prima galassie a pochi centinaia di milioni di anni dal big-bang.
Gli sforzi osservativi per queste sorgenti sono stati, e sono tutt'ora, imponenti, aiutando e provocando lo sviluppo di una nuova generazione di astronomi per i quali l'esperienza di collaborazioni internazionali con l'attitudine al lavoro e di mobilità in stretto contatto con ricercatori di ogni parte del mondo è diventata la regola. In questo scenario è con soddisfazione che possiamo rimarcare come il ruolo italiano, inteso sia come dei ricercatori italiani che del sistema Italia nel suo complesso, sia di primissimo piano.
Vediamo quindi, brevemente, lo stato attuale della ricerca nel settore dei GRB cercando di comprendere come si è sviluppata la ricerca ed immaginare, fino a dove è possibile, quali sviluppi futuri possiamo aspettarci nei prossimi anni.

 

Alessandro  Dimai, Marco  Migliardi, Osservatorio Col Druscè Cortina – CROSS Program

La ricerca di supernovae in Italia: l'esperienza del CROSS Program.

Abstract

Tre Osservatòri, una quindicina di astrofili, 800 immagini a notte e 29 supernovae ufficiali, di cui 3 australi: questo è il CROSS (Col Drusciè Remote Observatory Supernovae Search program), attualmente il maggiore programma amatoriale di ricerca di supernovae extragalattiche in Italia. Nato quasi per gioco nel novembre del 1999 dalla passione e dalla volontà di alcuni astrofili cortinesi è oggi, a dieci anni di distanza, un punto di riferimento nella ricerca di supernovae, non solo nel nostro paese.

 

Cesare Guaita, Chimico, Planetologo, Presidente del GAT, Conferenziere del Planetario di Milano

 

Phoenix ha scoperto la vita su Marte?
 

Abstract

 

Per cinque mesi (Giugno-Ottobre 2008) la sonda Phoenix ha analizzato il suolo circumpolare Nord di Marte con due nuovi  tipi di strumentazione analitica, una termica (TEGA) ed una chimico-fisica (MECA). L' assenza di solfati (trovati invece da Opportunity su Sinus Meridiani), la presenza di carbonati ed argille, un pH=8,5 e abbondanza di ghiaccio appena sotto la superficie fanno pensare ad un antico oceano simile a quello della Terra, adatto alla vita.

Vita che potrebbe essere presente ancora su Marte, qualora esistesse anche attualmente qualche sorgente localizzata di acqua liquida. In effetti, negli anni 70, uno degli esperimenti dei Viking diede risultati biologicamente positivi. Ma, per ragioni mai comprese a fondo,  gli stessi Viking, riscaldando ad alta temperatura il terreno marziano,  non vi trovarono traccia di carbonio organico (neanche quello apportato da meteoriti e comete!).
Phoenix  ha forse risolto questo mistero trentennale, con una scoperta fondamentale: quella della presenza, nelle sabbie polari marziane, di sali dell'acido perclorico che distruggono le sostanze organiche, quando queste vengano ricercate con metodi termici e che mantengono liquida l'acqua  anche a temperature molto inferiori agli 0°C.  In realtà, analizzando  in maniera critica alcuni termogrammi TEGA, la presenza di composti organici (biologici o  meteorici) sembra non solo possibile ma addirittura probabile. Questa storia affascinante viene raccontata in ogni dettaglio dal relatore in un suo libro di recente pubblicazione (Cesare Guaita, I pianeti e la vita: ultime scoperte, Sirio Ed.). Le più belle immagini della missione Phoenix fanno invece parte della sezione Marte della 9° Edizione della mostra  su L'Esplorazione del Sistema Solare  (Tradate, Villa Comunale di via Mameli 13, 5 Dicembre 2009- 30 Maggio 2010), una rassegna unica in Italia, che costituisce uno dei principali progetti  IYA2009 del GAT (Gruppo Astronomico Tradatese).

 

 

Luigi Guzzo, Astronomo INAF - Osservatorio Astronomico di Brera -Merate

L'enigma dell'energia oscura

Abstract

E' di poco più di 10 anni fa, la scoperta da parte di due gruppi indipendenti di ricercatori che l'espansione dell'Universo non sta diminuendo con il tempo, come ci si aspetterebbe se l'Universo fosse composto solamente di galassie, gas, stelle e pianeti.  Al contrario, apparentemente sotto la spinta di un'energia sconosciuta (e per questo denominata "oscura"), la velocità di espansione sta aumentando e l'Universo attuale appare in accelerazione.  Nel mio intervento percorrerò le tappe che hanno portato innanzitutto alla scoperta dell'espansione dell'Universo da parte di Edwin Hubble nella prima metà del XX secolo per poi arrivare a spiegare le recenti evidenze di accelerazione.  Discuterò in termini semplici come queste osservazioni siano ancora compatibili con la Teoria della Relatività Generale di Einstein, che e' la teoria attualmente accettata per descrivere la forza di gravità, anche se richiedono la presenza della cosiddetta "Costante Cosmologica", che già Einstein introdusse nelle sue equazioni nel 1915, per poi scartarla alla luce dei risultati di Hubble. 

 

Franco Lanza, Responsabile sviluppo software Skylive

SKYLIVE: Astronomia 2.0

Abstract

Nell'era di Internet la condivisione e l'accesso a contenuti, servizi e alla conoscenza in generale sono divenuti accessibili a tutti, comodamente da casa e a prezzi contenuti. Al contrario l'astronomia, sia amatoriale che professionale, necessita di costose attrezzature e faticosi spostamenti. Skylive, progetto NO-PROFIT made in Italy, porta l'osservazione astronomica in tempo reale sulla rete, rendendo l'astronomia accessibile a tutti a prezzi molto contenuti e senza spostarsi da casa grazie all'impegno di un gruppo di volontari e alle potenzialita' offerte dalle moderne tecnologie informatiche e robotiche.

 

Vittorio Lovato, Presidente Onorario della A.A.T. – Ass.ne Astrofili Tethys di Voghera (PV) e socio onorario della A.A.A.V. di Peccioli (PI)

 

Spettroscopia astronomica amatoriale fai da te

 
Abstract

 

Vi sono molti  modi per ottenere lo spettro di una stella: dal più elementare che prevede un reticolo a trasparenza, da pochi euro, posto a qualche centimetro dal fuoco  del telescopio; oppure, adoperando strumenti un pò più complessi che utilizzano sempre, come elementi dispersivi,  prismi o  reticoli di diffrazione, ma appositamente studiati per operare  coi  vari tipi  di telescopi e camere CCD del commercio. Alcuni di questi strumenti, tutti di costruzione artigianale, verranno descritti e commentati. In chiusura verrà fatto  cenno ad  uno speciale strumento denominato "Spettroelioscopio", una singolare versione di spettroscopio, sempre di costruzione amatoriale, con cui poter osservare e fotografare il Sole in luce monocromatica, su  lunghezze d'onda selezionabili

 

 

Gimmi Ratto,  Direttore Laboratorio di Neuroscienze CNR/Scuola Normale Superiore di Pisa, esperto di fotografia astronomica digitale

Riflessione sulle polveri interstellari. Meccanismi fisici della interazione luce-polveri e diario di bordo per l’imaging di questi oggetti elusivi.

Abstract

Uno degli strumenti fondamentali per comprendere la struttura fisica della  materia interstellare é l’osservazione della interazione tra la luce emessa dalle stelle ed i gas e polveri frapposti tra le sorgenti. L’interazione più familiare é data dalla ionizzazione dei gas e la successiva ricombinazione, che produce il panorama familiare delle grandi nebulose ad emissione che popolano il piano galattico. Una seconda famiglia di oggetti sono le nebulose a riflessione, dove i meccanismi di ionizzazione sono poco presenti e dominano processi di scattering, riflessione, e, a volte, emissione per fluorescenza. Questi oggetti sono presenti in assenza di forti sorgenti di ionizzazione (stelle di tipo O e B) e sono localizzati anche lontano dal piano galattico: a queste latitudini, le polveri non sono illuminate da stelle associate alle polveri, ma sono piuttosto illuminate dalla illuminazione totale prodotta dalle stelle sul piano galattico (integral flux nebula).
L’imaging di questi oggetti e una attività molto affascinante, sia per la possibilità di fotografare oggetti pressoché sconosciuti, sia per i particolari problemi tecnici (di acquisizione e di elaborazione) imposti dalla particolare natura di questi oggetti.
In questa presentazione mostrerò alcuni esempi di questi oggetti cosi belli e discuterò brevemente gli elementi fondamentali della elaborazione di queste immagini.

 

Cleto Rimatori,  Associazione Astronomica Crab Nebula, Tolentino (MC); costruttore di strumenti ottici

La costruzione di un cannocchiale galileiano, problemi e tecniche.

Abstract

Nell’anno internazionale dell’Astronomia e nella ricorrenza del 400° anniversario del primo utilizzo del telescopio da parte di Galileo correva l’obbligo, per un costruttore di ottiche, cercare di ricostruire le lenti che Galileo utilizzava. La costruzione è partita dalla ricerca di un vetro adatto, quindi si è passati alla sua lavorazione per costruire sia la lente obiettivo sia quella oculare. Nella lavorazione ci si è basati sulle scarne indicazioni lasciate da Galileo e sugli studi fatti dall’Università di Firenze sulle ottiche dei telescopi conservati al Museo di Storia della Scienza. Il risultato è uno strumento che, almeno dal punto di vista ottico, è molto simile a quelli utilizzati da Galileo.

 

Fabrizio  Tavecchio, Ricercatore presso l'INAF/Osservatorio Astronomico di Brera -Merate

 

L'astronomia nei raggi gamma: studiando l'Universo estremo

 

Abstract

 

La Terra e' continuamente investita da un flusso di raggi gamma di origine cosmica prodotta, attraverso processi di alta energia, da sorgenti che si trovano sia nella nostra Galassia che in regione
lontane dell'Universo. La radiazione gamma viene assorbita dall'atmosfera e quindi il suo studio richiede l'utilizzo di apparecchiature a bordo di satelliti artificiali o tecniche basate sullo studio dell'interazione dei raggi gamma con l'atmosfera. Nella conferenza si descrive questo affascinante campo di studi, che ha recentemente avuto una rapida accelerazione grazie alle scoperte del telescopio spaziale per raggi gamma Fermi e dei nuovi telescopi Cherenkov da terra (HESS, MAGIC, VERITAS).

 

Davide  Trezzi, Dottorando di ricerca Dip. Fisica Università di Milano, Presidente del Gruppo Amici del Cielo

 

Dov’è finito l’antiuniverso?

 

Abstract

 

Dove è finito l’Antiuniverso? Una domanda, una conferenza che ci porterà alla scoperta dell’antimondo. Vedremo inoltre gli sforzi impiegati dalla comunità scientifica al fine di ricercare qualche traccia dell’Antiuniverso o di piccole asimmetrie che in passato avrebbero potuto far prendere al Cosmo una via ben precisa: quella della materia.

 

Alberto Villa, Presidente Ass. Astrofili Alta Valdera Peccioli (PI)

 

Spettrografia amatoriale. Dalle riprese al telescopio all’elaborazione delle immagini. Esperienze dal Centro Astronomico di Libbiano.

 

Abstract

 

A causa della difficoltà di poter disporre di strumenti dedicati “pronti all’uso”, la spettrografia non è un’attività molto diffusa tra gli astrofili, che prediligono l’osservazione visuale o fotografica del cielo. Eppure la costruzione di uno spettrografo  è un’impresa alla portata di chiunque; molto più facile che costruire un telescopio. Proprio l’amico Ing. Vittorio Lovato (altro relatore in questa sede sull’argomento) realizza uno spettrografo appositamente costruito per il Ritchey – Chretien da 500mm di apertura di Libbiano, con il quale finora ci ha consentito di registrare spettri stellari  fino alla magnitudine 10. Dopo un brevissimo richiamo ai primi risultati ottenuti, questa relazione sarà dedicata alle procedure seguite in osservatorio per riprendere gli spettri ed alla successiva elaborazione. Tali procedure non hanno e non vogliono avere alcun valore assoluto, in quanto si riferiscono all’operatività specifica seguita a Libbiano ed alla strumentazione utilizzata, ma vengono illustrate per dare un’idea di quali siano le problematiche di carattere teorico e tecnico da affrontare e risolvere.

Nel proporre i lavori più significativi, ci si soffermerà in particolare sullo spettro della cometa Lulin, ottenuto nel febbraio 2009 per spiegare come – utilizzando una sorgente luminosa ausiliaria, in grado di fornire uno spettro di confronto formato da righe di emissione di lunghezza d'onda nota – si è potuto costruire un “metro campione” che consente di determinare la lunghezza d’onda di elementi non noti a priori. Il tutto grazie all’impiego del software Photoshop, Maxim DL, IRIS ed in particolare di Visual Spec.

In conclusione, un breve accenno agli sviluppi che dovrebbero consentirci di aumentare la magnitudine limite raggiungibile con lo spettrografo.

 

 

Alberto Villa, Presidente Ass. Astrofili Alta Valdera Peccioli (PI)

 

Le eclissi Totali di Sole: esperienze tecniche di ripresa

 

Abstract

 

L’eclisse totale di Sole è sicuramente uno degli eventi astronomici più affascinanti, emozionanti e coinvolgenti. Non credo che ci sia spettacolo celeste di pari spettacolarità e intensità. Ogni eclisse totale è unica, irripetibile e indimenticabile: soprattutto se – come accaduto in Austria, in Siberia e in particolar modo quest’anno in Cina – le condizioni meteo sono incerte fino all’ultimo momento.

Le immagini delle eclissi riprese dall’autore saranno presentate a corredo di una relazione finalizzata ad illustrare gli aspetti legati al fenomeno, vissuti in prima persona nelle varie esperienze. Il tutto con una particolare attenzione alle problematiche connesse alle riprese effettuate con strumentazione digitale.

 

 

Aldo Vitagliano, Dipartimento di Chimica Università di Napoli, autore del Programma SOLEX per il calcolo astronomico avanzato

Astronomia senza guardare il cielo

Abstract

L'astronomia ha il privilegio di essere la sola disciplina scientifica nella quale sia difficile trovare un confine o una separazione netta fra "amatori" e professionisti. Solitamente il contributo amatoriale è rivolto agli aspetti osservativi degli oggetti celesti, ma anche gli aspetti teorici e di calcolo possono offrire grandi soddisfazioni a chi vi sia interessato. La conferenza racconterà brevemente le motivazioni, la storia e l'evoluzione del software di meccanica celeste SOLEX, sviluppato dall'autore, e presenterà i risultati di uno studio nel quale la "previsione" teorica di Nettuno da parte di Leverrier è stata riesaminata con la potenza  dei moderni metodi computazionali, giungendo a "pesare" i ruoli giocati rispettivamente dalla fortuna e dall'ingegno nella scoperta dell'ottavo pianeta.

 

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